Infezione dopo Intervento di Protesi: Come Capire se c’è stato un Errore e Ottenere il Giusto Risarcimento
Se ti sei sottoposto a un intervento di chirurgia ortopedica per l’impianto di una protesi d’anca, di ginocchio, di spalla o di femore e invece di tornare a camminare ti ritrovi a combattere contro un’infezione ospedaliera, stai vivendo un vero e proprio incubo.
Frequenti ricoveri, febbre alta, dolori insopportabili, ferite che drenano pus, la necessità di togliere la protesi infetta per inserire uno spacer (distanziatore) e poi fare un nuovo intervento a distanza di mesi: un calvario fisico e psicologico che non avevi messo in conto.
Molto spesso i medici o la struttura sanitaria tendono a liquidare la cosa dicendo che “è stata una complicanza sfortunata”, che “il batterio era già sulla tua pelle” o che “in chirurgia purtroppo può capitare”.
La realtà è un’altra: nella grandissima maggioranza dei casi, le infezioni protesiche si contraggono direttamente in sala operatoria o in reparto a causa di ambienti non perfettamente sterili, ferri chirurgici contaminati o profilassi igieniche non rispettate. In questi casi hai diritto a un risarcimento economico integrale per tutto quello che hai sofferto.
Cos’è davvero un’Infezione da Protesi e perché NON è “Sfortuna”
Quando si inserisce una protesi ortopedica, il corpo accoglie un elemento artificiale (in metallo, ceramica o plastica). Se durante l’operazione o nelle ore successive dei batteri (come lo Staphylococcus aureus, lo Staphylococcus epidermidis o altri germi) entrano nel taglio chirurgico, si attaccano alla protesi.
Sulla superficie della protesi i batteri creano una sorta di “scudo protettivo” (chiamato biofilm). Questo scudo rende i normali antibiotici del tutto inefficaci: i farmaci non riescono ad arrivare al batterio e l’unica soluzione diventa spesso quella di rioperare per rimuovere la protesi infetta.
Perché l’infezione nasce in ospedale?
La sala operatoria deve essere un luogo con aria filtrata, ferri chirurgici perfettamente sterilizzati e personale che segue regole igieniche severissime. Se l’ospedale commette anche solo una di queste disattenzioni:
Strumenti chirurgici o componenti della protesi non sterilizzati a dovere;
Sale operatorie con sistemi di filtraggio dell’aria non controllati;
Mancata o errata somministrazione della copertura antibiotica prima dell’incisione;
Manipolazione scorretta delle medicazioni e delle ferite in reparto;
i batteri penetrano nel tuo corpo. Questa non è sfortuna: è una mancanza dell’ospedale.
I Danni che hai Diritto di Farti Risarcire
Un’infezione da protesi stravolge la tua vita, il tuo lavoro e la tua serenità. La legge prevede che l’ospedale ti risarcisca per ogni singola sofferenza patita:
Il Danno alla Salute (Invalidità Permanente): la perdita di mobilità, la zoppia permanente, l’accorciamento della gamba, la rigidità del ginocchio o del bacino rimasti dopo tutti i trattamenti.
I Giorni di Calvario (Inabilità Temporanea): ogni singolo giorno trascorso in ospedale, a letto immobilizzato, con lo spacer, a fare riabilitazione o senza poter essere autonomo viene quantificato in denaro e risarcito.
Le Sofferenze Morali e Psicologiche: l’ansia, la depressione, il dolore fisico acuto e la paura di non tornare mai più come prima.
Tutte le Spese Mediche Sostenute: visite private, farmaci antibiotici costosi, esami di laboratorio, sedute di fisioterapia, acquisto di grucce, sedia a rotelle o ausili ortopedici.
Mancati Guadagni e Lavoro Perso: se a causa dell’infezione non hai potuto lavorare per mesi o hai dovuto ridurre/abbandonare la tua attività lavorativa.
Risarcimento ai Familiari (in caso di decesso per sepsi): se purtroppo l’infezione si è diffusa nel sangue portando alla morte del paziente, i familiari (coniuge, figli, genitori, fratelli) hanno diritto a un risarcimento economico importante per la perdita del proprio caro.
Chi Siamo: Il Tribunale del Malato
Se cerchi risposte e chiarezza, è fondamentale affidarti a chi si occupa esclusivamente di questo.
Il Tribunale del Malato è una struttura legale e medico-legale attiva su tutto il territorio italiano, specializzata da oltre 20 anni nella difesa dei diritti di chi ha subito un danno da errore medico e infezione ospedaliera.
Una precisazione importante per te: Spesso ci confondono con il Tribunale per i Diritti del Malato (l’associazione nata con Cittadinanzattiva). C’è una grande differenza:
Il Tribunale per i Diritti del Malato si occupa di problemi amministrativi del Servizio Sanitario (segnalazioni su liste d’attesa, disservizi dei reparti, reclami).
Il Tribunale del Malato è una struttura di assistenza legale e medico-legale concreta: il nostro unico compito è far analizzare la tua cartella clinica dai nostri medici legali specializzati e farti ottenere il massimo risarcimento economico dall’ospedale, senza che tu debba anticipare i costi della pratica.
Come Funziona il Nostro Metodo (Zero Rischi e Zero Spese Anticipate)
Sappiamo bene che dopo un’esperienza del genere hai subito danni fisici, psicologici ed economici e l’ultima cosa che vuoi è spendere soldi al buio con il rischio di non ottenere nulla.
Per questo il Tribunale del Malato lavora con una formula di tutela totale:
Analisi Gratuita della Cartella Clinica: ci invii la tua documentazione e i nostri medici legali e specialisti infettivologi valutano gratuitamente se ci sono gli estremi per chiedere i danni.
Nessun Costo Anticipato: non dovrai sborsare denaro per avviare la pratica o per le perizie mediche iniziali.
Paghi Solo a Risarcimento Ottenuto: i nostri compensi vengono concordati prima e li pagherai solo quando l’ospedale o la sua assicurazione ti avrà pagato il risarcimento. Se non otteniamo il risarcimento, non ci devi nulla.
Tutte le Risposte alle tue Domande (FAQ)
1. L’ospedale mi ha detto che l’infezione è stata un “colpo di sfortuna”: è vero?
No, non farti scoraggiare da queste frasi di circostanza. Per la legge italiana, se contrai un’infezione durante il ricovero o subito dopo un intervento di protesi, è l’ospedale che deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitarla. Deve cioè portare le prove scritte di aver sterilizzato perfettamente la sala operatoria, i ferri e la protesi e di aver seguito tutti i protocolli d’igiene. Se l’ospedale non riesce a dare questa prova (e accade spessissimo), la colpa è sua e deve risarcirti.
2. I medici sostengono che il batterio stava già sulla mia pelle: possono lavarsene le mani?
Assolutamente no. I batteri sulla pelle li abbiamo tutti. Il compito primario della squadra di chirurghi e dell’ospedale è proprio quello di disinfettare a fondo la cute del paziente prima del taglio e somministrare la giusta terapia antibiotica preventiva. Se il batterio cutaneo è entrato dentro la ferita ed è arrivato fino alla protesi, significa che le manovre di disinfezione o la copertura antibiotica sono state fatte male.
3. Come faccio a dimostrare che l’infezione è nata in ospedale e non a casa mia?
A questo ci pensano i nostri medici legali e infettivologi. Analizzando la cartella clinica, le date della febbre, i valori delle analisi del sangue (VES e PCR), i tamponi della ferita e le emocolture, si risale con precisione scientifica al momento in cui il batterio è entrato nel corpo. Se i primi sintomi o i valori sballati si sono presentati durante il ricovero o nei primi giorni dal rientro a casa, l’infezione è senza dubbio ospedaliera.
4. Ho dovuto togliere la protesi infetta, mettere lo spacer per mesi e fare un secondo intervento. Quanto posso prendere di risarcimento?
Il calcolo varia da caso a caso, ma in situazioni del genere le cifre del risarcimento sono solitamente elevate. Si somma il punteggio dell’invalidità permanente (la differenza tra come staresti oggi con una protesi normale e come sei rimasto dopo due o tre interventi), oltre a un rimborso giornaliero per ogni singolo giorno vissuto con lo spacer, a letto o in ospedale, più tutte le spese sostenute e i danni morali. Parliamo spesso di decine o centinaia di migliaia di euro.
5. Devo fare la visita da un altro chirurgo o un nuovo intervento: le spese le paga l’ospedale?
Tutte le spese mediche che devi sostenere per curare l’infezione (visite private con infettivologi o ortopedici, esami del sangue, TAC, risonanze, farmaci, fisio-chinesi terapia, interventi di revisione in strutture private) devono essere rimborsate al 100% dall’ospedale responsabile. L’importante è conservare ogni ricevuta, fattura o scontrino parlante.
6. Quanto tempo ho prima che scada il termine per fare causa (prescrizione)?
Hai fino a 10 anni di tempo nei confronti dell’ospedale o della clinica privata. Un dettaglio fondamentale che pochi sanno: i 10 anni non partono dal giorno dell’operazione, ma da quando un medico ti ha spiegato o ti ha scritto su un referto che il problema alla tua protesi era dovuto a un’infezione contratta in ospedale.
7. Mio padre o mia madre è deceduta in ospedale per sepsi dopo l’operazione di protesi al femore/anca: cosa possiamo fare noi figli?
Se purtroppo l’infezione si è trasformata in sepsi o shock settico provocando la morte del paziente, i familiari (coniuge, figli, fratelli) possono richiedere il risarcimento per la perdita del rapporto parentale (il dolore e il vuoto lasciati dalla scomparsa del caro), oltre al risarcimento per le sofferenze che il familiare ha patito durante i giorni di degenza prima di spegnersi.
8. L’infezione è spuntata fuori dopo 1 o 2 anni dall’operazione: posso chiedere i danni o è troppo tardi?
Sì, puoi chiederli comunque. Alcuni batteri (chiamati batteri a bassa virulenza) crescono molto lentamente sulla superficie della protesi. Possono impiegare mesi o persino anni prima di dare dolori forti o far muovere la protesi. Attraverso analisi di laboratorio sui tessuti e perizie infettivologiche si può dimostrare che quel batterio era “dormiente” sulla protesi fin dal giorno dell’intervento in sala operatoria.
9. Quanto tempo ci vuole per prendere i soldi del risarcimento?
Grazie alle procedure veloci previste oggi dalla legge (come l’Accertamento Tecnico Preventivo), un medico nominato direttamente dal Giudice esamina le carte e incontra le parti. Nella maggior parte dei casi non si deve affrontare una vera e propria causa di anni: una volta stabilita la responsabilità dell’ospedale tramite la perizia del Giudice, l’assicurazione dell’ospedale paga il risarcimento entro 8 – 12 mesi.
10. Ho paura di fare causa all’ospedale della mia città o al chirurgo che mi ha operato: cosa rischiamo?
Chiedere un risarcimento danni non è un atto di “guerra” o una vendetta, ma il legittimo diritto ad avere un ristoro economico per un danno subito a causa di disfunzioni organizzative. Inoltre, la richiesta di risarcimento viene inviata alla compagnia di assicurazione dell’ospedale o della clinica, che copre le spese risarcitorie. Non devi avere alcun timore di ritorsioni.
11. Se la causa dovesse andare male, dovrò pagare delle spese?
Con la formula del Tribunale del Malato, riduciamo al minimo ogni rischio. Prima di muovere qualsiasi passo, facciamo studiare gratuitamente la cartella clinica dai nostri medici legali: avviamo la richiesta di risarcimento solo se siamo certi al 100% che ci siano i presupposti per vincere. Se non otteniamo il risarcimento, non dovrai pagare alcun onorario per la nostra assistenza legale.
12. Non ho la cartella clinica o l’ospedale fa storie per darmela: come faccio?
Richiedere la cartella clinica è un tuo diritto sacrosanto e l’ospedale è obbligato per legge a dartene copia conforme entro 30 giorni dalla richiesta. Se riscontri difficoltà, ritardi o non sai come fare la richiesta, lo staff del Tribunale del Malato ti aiuta ad inoltrare subito la domanda corretta alla Direzione Sanitaria dell’ospedale.
13. Come posso iniziare per far valutare il mio caso senza spendere soldi?
Iniziare è semplicissimo: ti basta contattare il Tribunale del Malato tramite il nostro sito web o per telefono. Un nostro consulente ti spiegherà quali documenti raccogliere (cartella clinica, esami del sangue, referti) e la tua pratica verrà esaminata gratuitamente dai nostri medici legali in pochi giorni.
Fai Valere i Tuoi Diritti: Richiedi la Valutazione Gratuita del Tuo Caso
Non lasciare che i tuoi dubbi o la paura della burocrazia ti impediscano di ottenere quello che ti spetta di diritto. Se hai vissuto il calvario di un’infezione dopo un intervento di protesi d’anca, ginocchio, spalla o femore, o se un tuo familiare è deceduto per sepsi ospedaliera, noi siamo pronti ad aiutarti.
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