MANCATA INDIVIDUAZIONE DI NODULO POLMONARE MALIGNO IN RADIOLOGIA: DECESSO PER METASTASI E RISARCIMENTO PER ERRORE DIAGNOSTICO

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Mancata Individuazione di Nodulo Polmonare Maligno in Radiologia: Decesso per Metastasi e Risarcimento per Errore Diagnostico

Scoprire che il tumore al polmone che ha portato alla morte di un proprio caro era già visibile mesi o anni prima su una lastra o su una TAC è un trauma devastante. Spesso i familiari apprendono questa verità solo quando la malattia è ormai esplosa con metastasi diffuse e un secondo medico, guardando i vecchi dischetti radiologici, nota quell’ombra che nessuno aveva mai segnalato nel referto.

In questi momenti di dolore e rabbia, è fondamentale sapere che una simile dimenticanza non è una tragica fatalità, ma un grave errore diagnostico che dà diritto a un integrale risarcimento dei danni. Attraverso il supporto specializzato del Tribunale del Malato (www.tribunaledelmalato.org), i familiari possono fare piena luce sull’accaduto e ottenere giustizia senza dover affrontare alcun costo iniziale.

In Breve: Cosa devi sapere subito

  • L’errore sui dischetti (CD/DVD): La colpa medica si verifica quando il nodulo polmonare è già presente nelle immagini di una vecchia RX o TAC, ma il radiologo non lo vede o non lo segnala nel referto scritto, impedendo cure tempestive.

  • Dal primo stadio alle metastasi: Nel tumore al polmone il fattore tempo è vitale. Diagnosticare un nodulo quando è ancora piccolo e circoscritto permette spesso l’asportazione chirurgica e la guarigione; ignorarlo significa condannare il paziente alla diffusione delle metastasi.

  • Risarcimento per morte o perdita di chance: La legge tutela i familiari sia quando la diagnosi precoce avrebbe salvato la vita al paziente, sia quando gli avrebbe garantito anni di vita in più e minori sofferenze (perdita di chance).

  • Tutela legale e medico-legale a costo zero: Su www.tribunaledelmalato.org puoi far analizzare i vecchi esami radiologici e avviare la pratica di risarcimento con zero anticipi di spesa e compenso previsto solo a risultato ottenuto.

Quando la mancata lettura di un nodulo polmonare è un errore medico risarcibile?

La mancata individuazione di un nodulo polmonare costituisce un errore medico risarcibile ogni volta che la lesione era già visibile nelle immagini diagnostiche (radiografia del torace, TAC o risonanza) secondo le normali conoscenze radiologiche, ma il medico non l’ha refertata o non ha prescritto i necessari controlli di approfondimento.

Nella pratica quotidiana degli ospedali e dei centri diagnostici, questo drammatico errore avviene molto spesso durante esami eseguiti per altri motivi: un accesso al Pronto Soccorso per una bronchite o un dolore toracico, una radiografia pre-operatoria prima di un intervento ortopedico, oppure un controllo cardiologico di routine. Il paziente esce dall’ospedale rassicurato da un referto che recita “nulla di rilevante”, mentre nei suoi polmoni sta già crescendo una neoplasia maligna.

1. L’errore di percezione (il nodulo c’è ma non viene visto)

Si parla di errore percettivo quando il nodulo polmonare (spesso chiamato anche opacità, addensamento o lesione a vetro smerigliato) è chiaramente impresso nelle immagini contenute nel CD dell’esame, ma sfugge all’occhio del radiologo per fretta, superficialità o sovraccarico di lavoro. Spesso il nodulo si nasconde dietro la clavicola, vicino all’ombra del cuore o alla base dei polmoni, zone che un radiologo attento ha il dovere preciso di ispezionare con scrupolo.

2. L’errore di interpretazione (il nodulo viene scambiato per altro)

In altri casi il medico vede la macchia sul polmone, ma la sottovaluta gravemente. La liquida frettolosamente come l’esito innocuo di una vecchia polmonite, una cicatrice fibrotica o una semplice infiammazione bronchiale, senza accorgersi che i bordi irregolari o la densità della macchia sono i segnali tipici di un tumore maligno in fase iniziale.

3. La mancata prescrizione di esami di secondo livello

Anche quando una lastra del torace mostra un’ombra dubbia e non perfettamente chiara, le linee guida mediche impongono al medico di non fermarsi. Omettere di consigliare nel referto una TAC ad alta risoluzione, una PET, una broncoscopia con biopsia o un controllo ravvicinato a distanza di 3 mesi (follow-up) equivale a lasciare il paziente senza difesa di fronte all’avanzare del cancro.

Dal nodulo ignorato alle metastasi: come funziona il nesso causale e la perdita di chance

Per ottenere il risarcimento del danno non basta dimostrare l’errore del radiologo, ma occorre provare il nesso causale, ovvero il legame diretto tra quel ritardo diagnostico e il peggioramento della malattia fino alla diffusione delle metastasi e al decesso del paziente.

In oncologia polmonare, la differenza tra la vita e la morte dipende quasi sempre dallo stadio del tumore al momento della scoperta. Un nodulo polmonare individuato al I o II stadio (quando è ancora confinato nel polmone e misura pochi millimetri o centimetri) può essere rimosso con un intervento chirurgico (lobectomia) garantendo altissime percentuali di sopravvivenza e, in molti casi, la completa guarigione.

Quando invece la diagnosi arriva con 6, 12 o 24 mesi di ritardo, quel piccolo nodulo ha avuto tutto il tempo di invadere i linfonodi e diffondere metastasi al cervello, alle ossa, al fegato o alle ghiandole surrenali (IV stadio). A quel punto l’intervento chirurgico non è più possibile e al paziente restano solo terapie palliative o cicli pesantissimi di chemioterapia e immunoterapia.

Cosa succede se il tumore era molto aggressivo? La “Perdita di Chance”

Molte strutture sanitarie provano a difendersi sostenendo che il paziente sarebbe morto comunque perché il tumore polmonare era aggressivo. Questa giustificazione non cancella il diritto al risarcimento. La legge italiana tutela infatti il cosiddetto danno da perdita di chance: anche nei casi più gravi, una diagnosi tempestiva avrebbe regalato al paziente la possibilità concreta di vivere più a lungo (anche diversi anni in più) e con una qualità della vita nettamente migliore, risparmiandogli il calvario di una diffusione metastatica incontrollata.

PERCHÉ RIVOLGERSI AL TRIBUNALE DEL MALATO: TUTELA A COSTO ZERO Affrontare un ospedale o una compagnia assicurativa non deve essere un privilegio per chi ha disponibilità economiche. Ecco le garanzie di www.tribunaledelmalato.org:

  • Zero Anticipi di Spesa: Il Tribunale del Malato difende e tutela i cittadini in tutta Italia senza alcun anticipo di spesa.

  • Nessun Acconto agli Avvocati: Gli avvocati convenzionati con il Tribunale del Malato non percepiscono alcunché a titolo di acconto o fondo spese iniziale.

  • Compenso Solo a Risultato Ottenuto: Il compenso per i professionisti è previsto solo quando e se viene effettivamente ottenuto il risarcimento del danno per il paziente o i suoi familiari.

Chi paga il risarcimento e quali danni spettano ai familiari per il decesso

In caso di omessa diagnosi radiologica seguita dalla morte del paziente per metastasi, l’obbligo di pagare il risarcimento ricade direttamente sulla struttura sanitaria (Ospedale pubblico, ASL, Policlinico universitario o Clinica privata/centro diagnostico) presso cui è stato eseguito l’esame refertato in modo errato, insieme alla sua compagnia di assicurazione.

I familiari della vittima (coniuge o convivente, figli, genitori, fratelli e sorelle) hanno diritto a due grandi categorie di risarcimento, che possono raggiungere cifre molto elevate:

  • Il danno per la perdita del rapporto parentale (Danno “Iure Proprio”): È il risarcimento che spetta direttamente a ciascun familiare per il vuoto incolmabile, il dolore atroce e lo sconvolgimento delle abitudini di vita causati dalla scomparsa prematura del proprio caro.

  • Il danno sofferto dalla vittima prima di morire (Danno “Iure Hereditatis”): È il risarcimento per tutte le sofferenze fisiche e morali patite dal malato dal momento in cui ha scoperto di avere un tumore ormai inoperabile fino al giorno del decesso. Include il danno morale catastrofale (la lucida agonia di chi sa che sta per morire a causa di un ritardo medico) e il danno biologico terminale, somme che entrano nell’eredità e vengono divise tra gli eredi.

  • Il danno patrimoniale: Comprende il rimborso di tutte le spese mediche, di assistenza e funerarie sostenute, oltre alla perdita del contributo economico (stipendio o pensione) che il defunto apportava alla famiglia.

Cosa fare concretamente se sospetti questo errore medico: Guida passo-passo

Se un tuo familiare è deceduto (o sta lottando contro metastasi diffuse) dopo che una precedente radiografia o TAC aveva dato esito negativo, segui immediatamente questi passaggi pratici per tutelare i tuoi diritti:

  1. Recupera i CD/DVD con le immagini originali: Non fermarti al foglio di carta del referto. Ciò che conta davvero sono le immagini digitali (file DICOM) contenute nei dischetti delle vecchie radiografie o TAC eseguite nei mesi o anni precedenti alla scoperta del tumore. Se non hai i dischetti a casa, richiedine subito una copia all’ufficio cartelle cliniche o all’archivio radiologico dell’ospedale.

  2. Richiedi la copia integrale delle cartelle cliniche: Raccogli tutta la documentazione oncologica successiva (la TAC che ha finalmente scoperto il tumore, l’esame istologico della biopsia, i referti delle visite oncologiche e la scheda di morte ISTAT).

  3. Richiedi una rilettura radiologica e medico-legale “ora per allora”: Affida i vecchi CD agli specialisti del Tribunale del Malato (www.tribunaledelmalato.org). I nostri medici legali e radiologi esamineranno i vecchi fotogrammi per verificare se il nodulo era già presente, quanto misurava all’epoca e di quanti mesi o anni è stata ritardata la diagnosi.

  4. Calcola la retrodatazione della malattia: Attraverso lo studio dei tempi di raddoppiamento del tumore e della stadiazione (sistema TNM), gli esperti stabiliranno a quale stadio si trovava la malattia al momento dell’esame sbagliato e quali sarebbero state le reali probabilità di salvezza o di sopravvivenza del paziente.

  5. Avvia la richiesta di risarcimento senza anticipare spese: Una volta confermato l’errore diagnostico, il team legale di www.tribunaledelmalato.org avvierà l’azione stragiudiziale e giudiziale contro la struttura sanitaria responsabile per ottenere il massimo risarcimento possibile per tutti gli eredi, senza chiederti alcun esborso iniziale.

30 Domande Frequenti: Risposte Chiare per Difendere i Tuoi Diritti

1. Come faccio a sapere se il nodulo polmonare era già visibile nella vecchia lastra o TAC?

L’unico modo scientifico per saperlo è sottoporre il CD/DVD originale del vecchio esame a una rilettura da parte di un medico radiologo e di un medico legale. Spesso il foglio scritto del referto dice che i polmoni sono puliti, ma aprendo le immagini digitali al computer la macchia tumorale risulta chiaramente visibile già all’epoca. Su www.tribunaledelmalato.org effettuiamo proprio questa verifica tecnica sulle immagini originali.

2. Qual è la differenza tra un referto negativo e le immagini sul dischetto?

Il referto scritto è solo l’opinione del medico che ha guardato l’esame in quel momento; il dischetto contiene invece la fotografia reale dei polmoni del paziente in quella data. Se sul dischetto c’è un nodulo di 1 o 2 centimetri ma sul foglio scritto non viene menzionato, siamo di fronte alla prova regina dell’errore medico per omessa refertazione.

3. Quanto tempo passa di solito tra il nodulo non visto e la comparsa delle metastasi?

Nella maggior parte dei casi di malasanità oncologica che trattiamo, il ritardo varia dai 6 mesi ai 2 o 3 anni. In questo arco di tempo, una lesione polmonare che era allo stadio iniziale (e quindi operabile con successo) cresce indisturbata, invade i linfonodi del mediastino e manda cellule tumorali nel sangue, generando metastasi a distanza.

4. Se mio padre o mia madre fumava, l’ospedale può rifiutarsi di pagare il risarcimento?

Assolutamente no. Il fatto che il paziente fosse un fumatore o un ex fumatore non giustifica in alcun modo l’errore del medico; al contrario, proprio perché il fumo è un noto fattore di rischio, il radiologo e il medico curante avrebbero dovuto prestare un’attenzione ancora maggiore a qualsiasi minima ombra sospetta nei polmoni.

5. Cosa succede se la vecchia radiografia era stata fatta al Pronto Soccorso per un altro motivo?

La responsabilità dell’ospedale resta piena. Anche se il paziente si è recato al Pronto Soccorso per una caduta, una colica o una febbre, il radiologo che referta l’RX del torace ha l’obbligo giuridico e deontologico di esaminare l’intera immagine e segnalare qualunque anomalia sospetta, compresi i noduli polmonari accidentali.

6. Una semplice radiografia del torace (RX) basta per vedere un nodulo o serve sempre la TAC?

Una radiografia del torace standard è in grado di mostrare noduli a partire da circa 8-10 millimetri, o anche più piccoli se ben contrastati, oppure segni indiretti come addensamenti anomali. Se l’immagine sulla lastra è dubbia o poco chiara, il radiologo commette un grave errore se non scrive nel referto che è necessario eseguire subito una TAC di approfondimento.

7. E se il radiologo ha scritto “opacità da rivalutare” ma nessuno lo ha detto al paziente?

Questo è un classico caso di difetto di comunicazione ospedaliera. Se il paziente era ricoverato o in Pronto Soccorso e il radiologo ha segnalato un dubbio, ma i medici del reparto hanno dimesso il malato senza informarlo e senza prescrivere la TAC di controllo nella lettera di dimissione, la struttura sanitaria è pienamente responsabile per il ritardo diagnostico.

8. Cosa sono le lesioni “a vetro smerigliato” (ground-glass) spesso ignorate nelle TAC?

I noduli “a vetro smerigliato” sono particolari ombre polmonari non del tutto solide che, se persistenti nel tempo, nascondono molto spesso un adenocarcinoma polmonare in fase iniziale. Ignorarle o scambiarle per una semplice infiammazione senza prescrivere un controllo TAC a breve termine rappresenta un grave errore di interpretazione diagnostica.

9. Cosa significa che il nodulo è stato scambiato per un “esito fibrotico” o “cicatriziale”?

Spesso il radiologo vede un’ombra sul polmone ma scrive sul referto “esiti fibrotici” o “stria disventilatoria”, dando per scontato che si tratti del segno innocuo di una vecchia bronchite. Tuttavia, in assenza di vecchie lastre con cui fare un confronto, etichettare un nodulo maligno come una semplice cicatrice senza chiedere approfondimenti è una grave imprudenza medica.

10. Se il tumore al polmone è molto aggressivo (es. microcitoma), c’è comunque diritto al risarcimento?

Sì. Anche nei tumori polmonari a rapida crescita come il microcitoma (tumore a piccole cellule), scoprire la malattia quando è ancora limitata al torace permette di iniziare subito la chemio-radioterapia, evitando o ritardando le metastasi cerebrali e garantendo al paziente un prolungamento significativo della vita e minori sofferenze.

11. Come viene calcolato il risarcimento se il paziente non sarebbe guarito del tutto ma sarebbe vissuto più a lungo?

In questi casi il giudice e i medici legali applicano il criterio della perdita di chance di sopravvivenza. Si valuta di quanti mesi o anni la diagnosi tempestiva avrebbe allungato la vita del paziente e quanto avrebbe ridotto il suo calvario fisico e psicologico, liquidando ai familiari una somma proporzionata a questo tempo di vita ingiustamente sottratto.

12. Quali sono i sintomi del tumore al polmone che i medici non devono mai sottovalutare?

Una tosse secca che dura da più di tre settimane, tracce di sangue nel catarro (emottisi), fiato corto inspiegabile, dolore al petto o alla spalla, cali di peso improvvisi e polmoniti che non guariscono con gli antibiotici sono campanelli d’allarme assoluti. Curare un paziente per mesi con sciroppi e aerosol senza prescrivere una TAC toracica configura una grave colpa medica.

13. La responsabilità è anche del medico di base che non ha prescritto la TAC?

Può esserlo. Se il paziente si reca ripetutamente dal proprio medico di famiglia lamentando tosse persistente, sangue nell’espettorato, dolore toracico o dimagrimento, e il medico continua a prescrivere solo antibiotici o cortisone per mesi senza mai ordinare una radiografia o una TAC del torace, anche il medico curante risponde del ritardo diagnostico.

14. Cosa succede se l’errore è stato commesso in un centro diagnostico privato convenzionato?

I centri radiologici privati (accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale o interamente privati) hanno gli stessi identici obblighi di legge dei grandi ospedali pubblici e sono obbligati ad avere una polizza assicurativa per i danni ai pazienti. È quindi possibile chiedere l’intero risarcimento direttamente al centro diagnostico dove è stata eseguita la lastra o la TAC sbagliata.

15. È possibile chiedere il risarcimento se il paziente è ancora in vita ma ha sviluppato metastasi?

Certamente, ed è anzi fondamentale agire subito. Se il paziente è in vita ma a causa della mancata diagnosi il tumore è diventato inoperabile o metastatico, ha diritto in prima persona a un ingente risarcimento per il danno biologico e morale dovuto all’aggravamento della malattia, alle terapie invasive a cui deve sottoporsi e alla riduzione della sua aspettativa di vita.

16. Cosa succede se il paziente inizia la causa da vivo e purtroppo muore durante la procedura?

Se il paziente viene a mancare mentre la pratica di risarcimento è in corso, nessun diritto va perduto. I suoi eredi (coniuge, figli, genitori, fratelli) subentrano automaticamente nella pratica, incassando sia il risarcimento che spettava al malato per le sofferenze patite in vita, sia il nuovo risarcimento per la perdita del loro congiunto.

17. Perché le metastasi cerebrali o ossee aumentano l’importo del danno risarcibile?

Perché le metastasi alle ossa o al cervello provocano dolori fisici lancinanti, fratture patologiche, paralisi, crisi epilettiche e perdita dell’autonomia personale. Tutto questo genera una sofferenza terminale enorme che una diagnosi precoce del nodulo polmonare avrebbe evitato o ridotto drasticamente, incrementando il valore del danno biologico e morale che l’ospedale deve risarcire.

18. Un errore durante la biopsia polmonare dà diritto al risarcimento?

Sì. A volte il nodulo viene visto in radiologia, ma l’errore avviene subito dopo: una biopsia eseguita male che preleva tessuto sano invece del nodulo (dando un falso negativo) e rassicura erroneamente il paziente senza che i medici dispongano un controllo ravvicinato per verificare la natura della massa.

19. Quanto può valere in termini economici il risarcimento per la morte di un familiare per tumore non diagnosticato?

Secondo le Tabelle giudiziarie utilizzate dai Tribunali italiani, il risarcimento per la perdita di un familiare stretto oscilla mediamente tra circa 180.000 e oltre 350.000 euro per ciascun genitore, coniuge o figlio, a cui si aggiungono le quote per fratelli e sorelle e il danno sofferto dalla vittima prima di morire. In caso di perdita di chance, queste cifre vengono riproporzionate in base alle probabilità di sopravvivenza perse.

20. Basta un solo esame sbagliato per avere diritto al risarcimento?

Sì, basta anche una sola radiografia o una sola TAC refertata in modo errato, purché da quell’esame sia trascorso un tempo sufficiente (ad esempio 8, 12 o 18 mesi) durante il quale il tumore è passato da uno stadio curabile o operabile a uno stadio avanzato o metastatico.

21. Entro quanti anni bisogna agire per non perdere il diritto al risarcimento (Prescrizione)?

Per i danni subiti dal paziente e per la richiesta contro la struttura sanitaria (pubblica o privata), il termine di prescrizione è di 10 anni. Per il danno da perdita del rapporto parentale richiesto dai familiari del defunto, è invece prudente agire entro 5 anni dalla data del decesso (o dal momento in cui si è scoperto l’errore medico). Rivolgersi subito a www.tribunaledelmalato.org permette di interrompere immediatamente i termini di prescrizione.

22. Come faccio a recuperare i vecchi CD radiologici se la famiglia li ha smarriti?

Non preoccuparti: gli ospedali e i centri diagnostici hanno l’obbligo di legge di conservare nei propri archivi digitali (sistema PACS) tutte le immagini radiologiche per almeno 10 anni (e le cartelle cliniche di ricovero illimitatamente). Basta presentare una formale richiesta di accesso agli atti per ottenere un nuovo dischetto con i file originali.

23. Cosa succede se l’ospedale dice di aver perso la cartella clinica o il CD della vecchia TAC?

Per la legge italiana e la Corte di Cassazione, la perdita o l’incompletezza della documentazione sanitaria gioca sempre a sfavore dell’ospedale e mai contro il paziente. Se la struttura non riesce a fornire le immagini di un esame che risulta regolarmente eseguito, il giudice può ritenere provata la responsabilità della struttura per non aver correttamente conservato i dati clinici.

24. Il fatto che il paziente abbia firmato il consenso informato salva l’ospedale?

Assolutamente no. Il modulo di consenso informato serve unicamente ad autorizzare un esame (ad esempio l’iniezione del mezzo di contrasto per la TAC) o un intervento chirurgico, ma non autorizza mai il medico a sbagliare la diagnosi o a non vedere un tumore sulle lastre. Nessun modulo firmato può togliere il diritto al risarcimento per negligenza o imperizia medica.

25. Chi paga le perizie medico-legali e gli avvocati se mi rivolgo al Tribunale del Malato?

Con il Tribunale del Malato (www.tribunaledelmalato.org) tu e la tua famiglia non dovete anticipare nulla. Tutte le attività necessarie per portare avanti la pratica vengono gestite senza chiedere alcun fondo spese iniziale ai familiari.

26. È vero che gli avvocati del Tribunale del Malato non chiedono alcun acconto?

È verissimo ed è la nostra regola fondamentale. Gli avvocati convenzionati con www.tribunaledelmalato.org non percepiscono alcunché a titolo di acconto o anticipo spese. Il compenso per i professionisti matura esclusivamente a risultato ottenuto, cioè solo se e quando l’ospedale o l’assicurazione pagano effettivamente il risarcimento.

27. Se per qualsiasi motivo il risarcimento non dovesse essere ottenuto, dovrò pagare qualcosa?

No. Poiché il compenso dei professionisti è legato esclusivamente al buon esito della pratica e all’effettivo incasso del risarcimento, in caso di esito negativo per l’assenza di colpa medica non dovrai corrispondere alcun compenso agli avvocati convenzionati.

28. Quanto tempo ci vuole in media per ottenere il risarcimento da un ospedale?

Grazie alle procedure obbligatorie di conciliazione (come la perizia preventiva in Tribunale ex art. 696-bis c.p.c. o la mediazione), la maggior parte delle pratiche di malasanità oncologica si chiude con un accordo transattivo e il pagamento del risarcimento in circa 8-14 mesi, senza dover attendere i tempi lunghi di una causa ordinaria.

29. Tutti i familiari devono essere d’accordo per chiedere il risarcimento?

No, ogni familiare ha un diritto autonomo e personale. Se ad esempio un figlio o il coniuge vuole agire per ottenere giustizia e un altro fratello preferisce non partecipare, chi vuole procedere può farlo liberamente per la propria quota di risarcimento senza bisogno del permesso degli altri parenti.

30. Come posso far valutare gratuitamente i documenti di un mio familiare?

È semplicissimo: basta collegarsi al sito ufficiale www.tribunaledelmalato.org e compilare il modulo di contatto descrivendo brevemente l’accaduto. Verrai ricontattato rapidamente dai nostri specialisti che ti spiegheranno come inviare i referti e i dischetti radiologici per una valutazione preliminare completamente gratuita e senza alcun impegno.

Non lasciare che il tempo cancelli i tuoi diritti: chiedi subito giustizia

La perdita di una persona cara a causa di un tumore diagnosticato troppo tardi lascia una ferita profonda, resa ancora più insopportabile dal dubbio che una lettura attenta di quella vecchia lastra avrebbe potuto salvarle la vita. Fare chiarezza non è solo un diritto economico, ma un atto di giustizia e di rispetto verso chi non c’è più.

Non rinunciare a difenderti per timore dei costi legali o della complessità medica. Collegati subito al sito ufficiale www.tribunaledelmalato.org e richiedi oggi stesso una valutazione gratuita e senza impegno del tuo caso: i nostri medici legali e avvocati specializzati sono pronti a tutelarti in tutta Italia con zero anticipi di spesa e compenso previsto solo a risarcimento ottenuto.

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