
Scambio di lato o di arto in intervento chirurgico ortopedico: grave invalidità funzionale e risarcimento per errore medico
Svegliarsi dall’anestesia dopo un intervento ortopedico e accorgersi che il chirurgo ha operato il ginocchio, l’anca o la spalla sbagliata è un incubo che lascia sgomenti. Quello che doveva essere un percorso di guarigione si trasforma in un doppio danno gravissimo: l’arto sano viene leso inutilmente, mentre l’arto malato resta senza cure, costringendo il paziente a una nuova operazione e a una lunga riabilitazione.
In Breve: Cosa devi sapere subito
È un “Evento Sentinella” inaccettabile: Lo scambio di lato (destro/sinistro) o di distretto anatomico in ortopedia è classificato dal Ministero della Salute come un errore medico gravissimo e totalmente prevenibile.
Responsabilità medica quasi automatica: Trattandosi di una violazione palese delle checklist di sala operatoria, la colpa della struttura sanitaria e dell’équipe è evidente e difficilmente contestabile.
Doppio risarcimento: Hai diritto al risarcimento sia per il danno subito sull’arto sano operato per errore, sia per il prolungamento della malattia sull’arto che doveva essere curato, oltre al grave trauma psicologico.
Tutela legale senza spese iniziali: Attraverso il portale ufficiale www.tribunaledelmalato.org, puoi avviare la pratica di risarcimento senza alcun anticipo di spesa, pagando i professionisti solo a risultato ottenuto.
Perché avviene lo scambio di lato o di arto in sala operatoria?
Lo scambio di lato o di arto in chirurgia ortopedica avviene quasi sempre per il mancato rispetto dei protocolli di sicurezza internazionali e per una superficiale comunicazione tra i membri dell’équipe chirurgica. Non si tratta di una complicanza imprevedibile, ma di una grave negligenza organizzativa e umana che si verifica quando vengono saltati i controlli incrociati prima del taglio chirurgico.
Nella pratica quotidiana degli ospedali, questo errore scaturisce da una catena di disattenzioni che non dovrebbero mai verificarsi. Ecco gli esempi più frequenti accertati nelle aule di giustizia:
Omissione della marcatura del sito chirurgico: Il chirurgo non disegna con il pennarello indelebile il segno sull’arto da operare quando il paziente è ancora sveglio e cosciente in reparto.
Inversione delle lastre radiografiche: Le radiografie o le risonanze magnetiche vengono posizionate al contrario sul visore in sala operatoria, oppure presentano un’etichettatura destra/sinistra errata non verificata dal medico.
Mancata esecuzione del “Time-Out”: Prima di incidere la pelle, l’équipe (chirurgo, anestesista e infermieri) ha l’obbligo di fermarsi per pochi secondi e confermare ad alta voce identità del paziente, tipo di intervento e lato anatomico esatto.
Omonimia o fretta organizzativa: Cambi improvvisi nella lista operatoria o cartelle cliniche compilate con il “copia e incolla” portano il chirurgo a operare il lato sinistro anziché il destro (es. artroscopia al ginocchio sano o protesi d’anca sul lato sbagliato).
La Checklist di Sala Operatoria e il concetto di “Evento Sentinella”
La legge sanitaria italiana e l’Organizzazione Mondiale della Sanità impongono l’uso obbligatorio della Checklist per la sicurezza in sala operatoria, uno strumento diviso in tre fasi (Sign-in, Time-out, Sign-out) progettato proprio per azzerare il rischio di operare la parte del corpo sbagliata. Quando avviene uno scambio di arto, significa che questo documento è stato ignorato o compilato solo formalmente senza una reale verifica sul corpo del paziente.
In ambito medico-legale, operare il lato sbagliato (chiamato tecnicamente Wrong-Site Surgery) rientra tra gli Eventi Sentinella. Si tratta di eventi avversi di particolare gravità, indicativi di un malfunzionamento del sistema ospedaliero, che non hanno alcuna giustificazione clinica.
Se ti è capitato di subire un intervento al menisco, al tunnel carpale, al legamento crociato o alla colonna vertebrale sul lato opposto a quello malato, l’ospedale non potrà mai difendersi invocando la difficoltà tecnica dell’operazione: la colpa medica è palese.
Grave invalidità funzionale: quali danni fisici e morali comporta l’errore?
Subire un intervento ortopedico sull’arto sano provoca una grave invalidità funzionale temporanea e spesso permanente, poiché il paziente si ritrova improvvisamente con entrambi gli arti compromessi. L’impatto sulla vita quotidiana, lavorativa e familiare è immediato e devastante, trasformando una persona autonoma in un soggetto bisognoso di assistenza continua.
Le conseguenze lesive che danno diritto a un integrale risarcimento dei danni si dividono in diverse categorie:
Lesione iatrogena dell’arto sano: Un’articolazione sana che subisce un’incisione, l’asportazione di tessuto (es. menisco sano), l’inserimento di mezzi di sintesi o una protesi non necessaria subisce un indebolimento permanente, cicatrici, dolore cronico e rischio di artrosi precoce.
Ritardo nelle cure dell’arto malato: La patologia originaria (es. frattura, lesione tendinea o artrosi grave) non viene curata nei tempi previsti, aggravandosi e rendendo necessario un secondo intervento chirurgico con un ulteriore carico anestesiologico.
Compromissione totale della mobilità: Avere sia il ginocchio (o la spalla/mano) destro che quello sinistro fuori uso contemporaneamente impedisce di camminare, guidare, lavarsi o lavorare, azzerando l’autonomia personale.
Danno psichico e morale da perdita di fiducia: Lo shock del risveglio, unito alla paura di dover tornare sotto i ferri nella stessa struttura o in un’altra, genera spesso una sindrome ansioso-depressiva reattiva o un disturbo da stress post-traumatico (PTSD).
PERCHÉ RIVOLGERSI AL TRIBUNALE DEL MALATO: TUTELA A COSTO ZERO Affrontare un ospedale o una compagnia assicurativa non deve essere un privilegio per chi ha disponibilità economiche. Ecco le garanzie di www.tribunaledelmalato.org:
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Compenso Solo a Risultato Ottenuto: Il compenso per i professionisti è previsto solo quando e se viene effettivamente ottenuto il risarcimento del danno per il paziente o i suoi familiari.
Cosa fare concretamente se sospetti questo errore medico: Guida passo-passo
Se tu o un tuo familiare siete stati vittime di uno scambio di lato, di arto o di livello vertebrale durante un intervento ortopedico, è fondamentale agire con metodo e tempestività per cristallizzare le prove prima che la documentazione possa subire alterazioni o smarrimenti.
Richiedi subito la Cartella Clinica Completa: Presenta formale richiesta all’Ufficio Cartelle Cliniche dell’ospedale (o della clinica privata) chiedendo copia integrale della documentazione, inclusi il registro operatorio, la scheda anestesiologica, il consenso informato e, soprattutto, la Checklist di sala operatoria e i CD degli esami radiografici pre e post-operatori.
Fai documentare lo stato clinico attuale: Non limitarti alle rassicurazioni verbali dei medici del reparto. Pretendi che l’errore di lato venga messo nero su bianco nella lettera di dimissioni e scatta fotografie datate dell’arto operato per errore (ferite chirurgiche, punti di sutura, bendaggi).
Conserva ogni ricevuta e documento di spesa: Raccogli tutte le fatture per visite ortopediche private, sedute di fisioterapia, acquisto di tutori, stampelle, farmaci, nonché i certificati di malattia INPS che attestano i giorni di assenza dal lavoro e la perdita di guadagno.
Non firmare accordi transattivi affrettati: Spesso le direzioni sanitarie o le assicurazioni degli ospedali, consapevoli della gravità indifendibile dell’errore, offrono cifre irrisorie in cambio della rinuncia a fare causa. Non firmare nulla prima di aver fatto valutare il danno.
Affidati a specialisti del risarcimento sanitario: Contatta immediatamente www.tribunaledelmalato.org per sottoporre il caso a un collegio composto da medici legali, specialisti in ortopedia e avvocati esperti in malasanità, attivando la procedura di tutela a costo zero iniziale.
30 Domande Frequenti: Risposte Chiare per Difendere i Tuoi Diritti
1. Cosa si intende esattamente per scambio di lato o di arto in ortopedia?
Lo scambio di lato (wrong-site surgery) si verifica quando il chirurgo esegue l’intervento programmato sull’emisoma opposto a quello affetto dalla patologia: ad esempio, opera il ginocchio destro anziché il sinistro, oppure la mano sinistra invece della destra. Include anche l’operazione sul dito sbagliato della stessa mano o sul livello vertebrale errato durante un intervento di ernia del disco o stabilizzazione spinale. Si tratta di un errore materiale macroscopico che dà sempre diritto al risarcimento tramite l’assistenza di www.tribunaledelmalato.org.
2. È possibile che il chirurgo sbagli livello vertebrale durante un intervento alla schiena?
Sì, in chirurgia vertebrale e neurochirurgia ortopedica è uno degli errori più frequenti: il medico opera, ad esempio, lo spazio L3-L4 anziché quello malato L4-L5. Questo accade quando il chirurgo non utilizza correttamente l’amplificatore di brillanza (raggi X intraoperatori) per contare le vertebre prima di incidere o di inserire viti peduncolari. L’errore danneggia un disco vertebrale sano e lascia intatta la compressione nervosa originaria, configurando una piena responsabilità risarcitoria.
3. Cosa succede se mi hanno tolto il menisco sano invece di quello lesionato?
L’asportazione totale o parziale di un menisco sano (meniscectomia) su un ginocchio non malato è un danno permanente serio. Il menisco funge da ammortizzatore naturale dell’articolazione; la sua rimozione ingiustificata accelera lo sviluppo di gonartrosi precoce (artrosi del ginocchio) e riduce la stabilità articolare. Attraverso www.tribunaledelmalato.org verrà calcolato sia il danno biologico permanente al ginocchio sano, sia il prolungamento della sofferenza per il ginocchio rimasto da operare.
4. Di chi è la colpa se viene operato l’arto sbagliato: solo del chirurgo o di tutta l’équipe?
La giurisprudenza della Corte di Cassazione stabilisce che il rispetto della Checklist di sala operatoria e l’identificazione del sito chirurgico sono un obbligo condiviso da tutta l’équipe operatoria (primo chirurgo, aiuto chirurgo, anestesista e infermiere di sala). Inoltre, per il cittadino non è necessario individuare il singolo colpevole: la richiesta di risarcimento viene indirizzata direttamente contro la struttura sanitaria (ASL o clinica privata), che risponde per legge dell’operato di tutti i suoi dipendenti.
5. Se nel consenso informato c’era scritto il lato sbagliato e io ho firmato, perdo il diritto al risarcimento?
Assolutamente no. Il paziente non è un medico e spesso firma i moduli in condizioni di stress, dolore o pre-anestesia fidandosi di quanto compilato dai sanitari. Il medico ha il dovere professionale di verificare la concordanza tra gli esami diagnostici (risonanza, TAC, radiografie), l’esame obiettivo clinico e il consenso informato. Un errore materiale di trascrizione sul modulo fatto firmare al paziente non scusa il chirurgo che opera un arto palesemente sano; il team legale di www.tribunaledelmalato.org smonterà facilmente questa eventuale scusa dell’ospedale.
6. Perché nessuno ha segnato il mio arto con il pennarello prima di entrare in sala operatoria?
La marcatura del sito chirurgico con pennarello dermografico indelebile è una procedura obbligatoria prevista dalle Raccomandazioni del Ministero della Salute per tutti gli interventi che riguardano organi o arti doppi (destro/sinistro). Deve essere effettuata prima dell’ingresso in sala operatoria, coinvolgendo il paziente sveglio. L’assenza di questo segno sulla pelle è la prova regina della negligenza organizzativa del reparto, che rende indiscutibile il tuo diritto al risarcimento.
7. Il chirurgo si è accorto dell’errore a metà operazione e ha subito operato anche l’arto giusto: ho comunque diritto ai danni?
Certamente sì. Anche se il chirurgo rimedia seduta stante operando anche l’arto malato nella stessa seduta anestesiologica, tu ti ritrovi al risveglio con un taglio chirurgico inutile sull’arto sano, tempi di sala operatoria raddoppiati e una convalescenza immensamente più pesante. Ritrovarsi con entrambe le gambe o entrambe le braccia operate contemporaneamente azzera la tua autonomia quotidiana e configura un danno biologico, morale ed esistenziale rilevantissimo.
8. Hanno impiantato una protesi d’anca o di ginocchio sul lato meno grave: è considerato errore medico?
Se soffrivi di artrosi bilaterale ma un lato era gravemente sintomatico e programmato per l’intervento, mentre l’altro era asintomatico o lieve, invertire il lato rappresenta comunque un grave inadempimento medico. Ogni intervento protesico deve seguire una precisa indicazione clinica basata sul dolore e sulla funzionalità del singolo arto. Operare il lato sbagliato espone il paziente a un intervento demolitivo prematuro e non pianificato, pienamente tutelabile con www.tribunaledelmalato.org.
9. Quali sono i rischi di dover subire una seconda anestesia a distanza di pochi giorni per operare l’arto giusto?
Sottoporre il corpo a una seconda anestesia generale o spinale a breve distanza dalla prima comporta un aumento dello stress cardiovascolare, respiratorio e neurologico, particolarmente rischioso nei pazienti anziani o fragili. A questo si aggiunge il raddoppio della profilassi antibiotica e antitrombotica (eparina), con maggior rischio di complicanze sistemiche. Questo sacrificio fisico supplementare viene specificamente valorizzato dai nostri medici legali nella quantificazione del risarcimento.
10. L’errore è avvenuto durante un intervento al tunnel carpale o al dito a scatto: il risarcimento vale la pena?
Anche negli interventi ortopedici ambulatoriali o di day surgery sulla mano (come il tunnel carpale o il dito a scatto), operare la mano sbagliata o il dito sbagliato causa mesi di inabilità lavorativa e manuale, cicatrici chirurgiche inutili, rischio di algodistrofia e necessità di un secondo intervento. Non esistono errori di scambio di lato “piccoli”: trattandosi di casi dalla responsabilità medica schiacciante, con www.tribunaledelmalato.org puoi ottenere il giusto indennizzo senza anticipare un solo euro.
11. Cosa succede se sull’arto sano operato per sbaglio insorge anche un’infezione ospedaliera?
Purtroppo non è raro che, oltre alla beffa dello scambio di lato, sull’arto sano inciso inutilmente si sviluppi un’infezione nosocomiale (ospedaliera) da batteri resistenti. In questo caso la responsabilità della struttura sanitaria è doppia e gravissima: tutti i danni derivanti dall’infezione (ulteriori interventi di pulizia chirurgica, mesi di antibiotici, rigidità articolare permanente) vanno sommati integralmente al danno da errore chirurgico, portando a risarcimenti molto elevati.
12. Come viene calcolata l’invalidità se per mesi non ho potuto né camminare né usare le stampelle perché avevo entrambi gli arti operati?
Quando un paziente viene operato a entrambe le gambe (o a un braccio e una gamba) a causa di uno scambio di lato, vive un periodo di invalidità temporanea assoluta (al 100%) molto più lungo e penoso del normale. Oltre alla diaria per ogni singolo giorno di immobilità, i legali di www.tribunaledelmalato.org richiedono la cosiddetta personalizzazione del danno, ovvero un incremento percentuale del risarcimento per compensare l’eccezionale sofferenza psicofisica e la perdita totale di autosufficienza.
13. Posso rifiutarmi di farmi rioperare dallo stesso chirurgo o nello stesso ospedale per curare l’arto giusto?
Hai il pieno e assoluto diritto di perdere la fiducia nel medico e nella struttura che hanno commesso un errore così grossolano. Puoi scegliere di farti operare sull’arto effettivamente malato presso qualsiasi altro ospedale pubblico o clinica privata di tua fiducia. Tutte le spese mediche, chirurgiche e di degenza sostenute nella nuova struttura per rimediare alla situazione dovranno essere integralmente rimborsate dall’ospedale responsabile del primo errore.
14. L’ospedale sostiene che la radiografia era etichettata al contrario dal centro diagnostico: chi mi paga?
Se lo scambio di lato è stato indotto da un errore del radiologo che ha invertito la lettera “D” (Destra) con “S” (Sinistra) sulla lastra, il paziente non deve preoccuparsi di questo rimpallo di colpe. Il chirurgo ha infatti l’obbligo di visitare fisicamente il paziente e correlare l’immagine radiografica ai sintomi clinici reali prima di operare. In sede legale, www.tribunaledelmalato.org chiamerà in causa in solido sia la struttura chirurgica sia il centro diagnostico, garantendoti il risarcimento completo.
15. Che differenza c’è tra una complicanza ortopedica e lo scambio di lato?
Una complicanza è un evento sfavorevole che può verificarsi nonostante il chirurgo abbia eseguito l’intervento a regola d’arte (ad esempio un’aderenza cicatriziale non prevedibile). Lo scambio di lato o di arto, invece, non è mai una complicanza medica, ma un errore inescusabile di negligenza e imprudenza. Per questo motivo, nei casi di scambio d’arto le compagnie assicurative degli ospedali non possono invocare alcuna esimente tecnica e sono costrette a risarcire.
16. Durante l’intervento hanno rimosso mezzi di sintesi (placche o viti) dal lato sbagliato o parzialmente: cosa comporta?
Se avevi mezzi di sintesi su più segmenti ossei e il chirurgo ha inciso il sito chirurgico errato o rimosso i dispositivi sbagliati, hai subito un intervento invasivo inutile che mette a rischio la stabilità dell’osso che non doveva essere toccato, lasciando al contempo in sede le placche o viti che causavano dolore o infiammazione. Anche questa fattispecie rientra pienamente nella wrong-site surgery tutelata gratuitamente in fase iniziale da www.tribunaledelmalato.org.
17. Un anziano operato al femore o all’anca dal lato sbagliato rischia la vita?
Nei pazienti grandi anziani, uno scambio di lato nella chirurgia dell’anca o del femore ha effetti spesso letali o drammaticamente invalidanti. L’allettamento prolungato dovuto all’impossibilità di caricare il peso su entrambi gli arti inferiori favorisce l’insorgenza di piaghe da decubito, trombosi venose profonde, embolie polmonari e polmoniti. Se da questo calvario deriva una non autosufficienza permanente o il decesso, la struttura risponde dell’intero danno catastrofale o parentale.
18. Cosa accade se l’errore di lato provoca una lesione nervosa sull’arto sano?
Ogni incisione chirurgica comporta il rischio di ledere rami nervosi periferici (come il nervo sciatico popliteo esterno nel ginocchio, il nervo radiale o mediano nel braccio). Se una lesione nervosa si verifica sull’arto sano operato per sbaglio, tutto il deficit neurologico residuo (perdita di sensibilità, formicolii cronici, paralisi o “piede cadente”) viene addebitato interamente all’ospedale, poiché quell’arto non avrebbe mai dovuto essere toccato dal bisturi.
19. Nella cartella clinica la Checklist risulta compilata con tutte le crocette al posto giusto: come è possibile?
Accade spesso che la Checklist di sala operatoria venga compilata “in automatico” o a fine intervento per pura routine burocratica, apponendo le spunte di controllo senza aver realmente verificato il lato sul paziente. Non lasciarti intimidire da questo: il fatto stesso che sia stato operato l’arto sano smentisce nei fatti la veridicità del controllo e dimostra un possibile falso ideologico o una compilazione meramente formale, che i periti di www.tribunaledelmalato.org faranno emergere immediatamente.
20. Viene risarcito anche il danno psicologico per il trauma di essersi svegliati con la parte sbagliata operata?
Sì, oltre al danno biologico ortopedico (le lesioni fisiche agli arti), la legge riconosce il danno morale soggettivo (la sofferenza interiore, la rabbia, il senso di impotenza e tradimento) e il danno psichico vero e proprio. Risvegliarsi scoprendo una mutilazione o un’incisione sulla parte sana del corpo genera un trauma acuto che, documentato tramite una relazione medico-legale e specialistica, aumenta sensibilmente l’importo complessivo del risarcimento.
21. Quanto tempo ho (prescrizione) per chiedere il risarcimento all’ospedale o alla clinica?
I termini di prescrizione stabiliti dalla legge (Legge Gelli-Bianco) sono molto precisi: hai 10 anni di tempo per agire contro la struttura sanitaria (sia essa un ospedale pubblico ASL o una clinica privata/convenzionata), poiché la loro responsabilità è di natura contrattuale. Hai invece 5 anni di tempo per agire direttamente contro il singolo medico operatore. Il termine decorre dal momento in cui hai avuto piena consapevolezza dell’errore e dei danni conseguenti; tuttavia, con www.tribunaledelmalato.org consigliamo di agire subito per raccogliere prove fresche.
22. Come faccio a richiedere la cartella clinica e quanto tempo ha l’ospedale per consegnarmela?
Puoi richiedere la cartella clinica recandoti all’Ufficio Accettazione/Cartelle Cliniche dell’ospedale o inviando una richiesta via PEC/raccomandata con copia del tuo documento d’identità, specificando di volere copia integrale inclusa la Checklist operatoria e i referti per immagini. Per legge (Legge 24/2017), la struttura sanitaria è obbligata a consegnarti la documentazione entro 7 giorni dalla richiesta (con una proroga massima fino a 30 giorni solo per eventuali integrazioni complesse).
23. Cosa succede se nella cartella clinica mancano pagine o il verbale operatorio è contraddittorio?
Se la cartella clinica presenta omissioni, correzioni sospette, pagine mancanti o descrizioni contraddittorie sul lato operato, questo non danneggia il paziente ma l’ospedale. Secondo la giurisprudenza consolidata della Cassazione, l’incompletezza della cartella clinica gioca sempre a sfavore del medico e della struttura, facendo scattare una presunzione di responsabilità a vantaggio del malato. I nostri esperti su www.tribunaledelmalato.org sanno esattamente come far valere queste lacune documentali.
24. Il modulo di consenso informato che mi hanno fatto firmare prima dell’operazione protegge i medici?
È un falso mito pensare che firmare il consenso informato sia una “liberatoria” che assolve i medici da ogni sbaglio. Il consenso informato serve solo ad autorizzare un atto medico eseguito secondo le regole dell’arte (lex artis) e sul distretto anatomico corretto. Nessun modulo di consenso informato può mai coprire o scusare la colpa medica, l’imperizia o la negligenza, e men che meno lo scambio di lato chirurgico.
25. Chi paga le spese per iniziare la causa o la trattativa se mi rivolgo al Tribunale del Malato?
Rivolgendoti a www.tribunaledelmalato.org, non dovrai anticipare alcuna somma di denaro. Sappiamo bene che chi subisce un danno da malasanità spesso affronta già spese mediche impreviste e difficoltà lavorative; per questo motivo, tutta la fase di studio del caso, l’analisi medico-legale preliminare e la gestione legale vengono attivate a costo zero iniziale per il cittadino, abbattendo qualsiasi barriera economica all’accesso alla giustizia.
26. Come funziona esattamente la garanzia “Zero Anticipi e Compenso Solo a Risultato Ottenuto”?
Il meccanismo è trasparente e blindato a tutela del paziente: gli avvocati convenzionati con www.tribunaledelmalato.org assumono l’incarico senza chiedere alcun fondo spese né acconti iniziali. L’onorario dei professionisti maturerà esclusivamente alla fine della pratica e solo se otterrai effettivamente il risarcimento del danno sul tuo conto corrente. Se per qualsiasi motivo non si dovesse ottenere il risarcimento, nulla sarà dovuto ai legali per l’attività svolta.
27. Oltre al danno fisico (biologico), posso farmi rimborsare la perdita di stipendio e le spese di fisioterapia?
Assolutamente sì. Il risarcimento si compone del danno non patrimoniale (invalidità fisica permanente, giorni di malattia temporanea, sofferenza morale) e del danno patrimoniale. Quest’ultimo comprende il danno emergente (tutte le spese sostenute e future per visite, secondo intervento, riabilitazione, farmaci, assistenza domiciliare) e il lucro cessante, ovvero il mancato guadagno per liberi professionisti, artigiani, commercianti o lavoratori dipendenti che hanno subito perdite economiche a causa dell’immobilità forzata.
28. Quanto tempo ci vuole in media per ottenere il risarcimento per uno scambio di arto?
Poiché lo scambio di lato è un errore medico di evidenza palmare (cosiddetta responsabilità “in re ipsa”), le strutture sanitarie e le loro compagnie assicurative hanno tutto l’interesse a evitare una condanna certa in tribunale. Grazie alla procedura di Accertamento Tecnico Preventivo (ATP ex art. 696-bis c.p.c.) o alla mediazione stragiudiziale gestita da www.tribunaledelmalato.org, la maggior parte di questi casi si chiude con un accordo transattivo e il pagamento del risarcimento in circa 6-12 mesi dalla stabilizzazione dei postumi.
29. Devo per forza andare in tribunale davanti al giudice o si può trovare un accordo prima?
Nella stragrande maggioranza dei casi di scambio d’arto non si arriva a un lungo processo ordinario. La legge prevede una fase conciliativa obbligatoria in cui un medico legale nominato dal Tribunale (CTU) accerta l’errore in pochi mesi; di fronte a una perizia che conferma l’operazione sul lato sbagliato, l’assicurazione dell’ospedale formula quasi sempre un’offerta di liquidazione immediata per chiudere la vertenza rapidamente e risparmiare le spese di giudizio.
30. Se un mio familiare anziano è deceduto per le complicanze seguite al doppio intervento, gli eredi hanno diritto al risarcimento?
Sì. Se lo scambio di lato ha innescato una catena di complicanze (allettamento, seconda anestesia, infezioni, tromboembolie) che ha portato al decesso del paziente, i familiari (coniuge, figli, genitori, fratelli e nipoti) hanno pieno diritto di agire tramite www.tribunaledelmalato.org. Agli eredi spetta sia il danno terminale/catastrofale sofferto dalla vittima in vita, sia il danno da perdita del rapporto parentale, con risarcimenti di elevatissima entità per ciascun congiunto, sempre senza alcun anticipo di spesa.
Non lasciare che un errore inaccettabile resti impunito: agisci ora a costo zero
Subire un intervento chirurgico sul lato o sull’arto sbagliato è una ferita nel corpo e nella dignità che nessun cittadino dovrebbe mai sperimentare. Non permettere che la burocrazia ospedaliera, il timore dei costi legali o il passare del tempo cancellino i tuoi diritti: la legge è totalmente dalla tua parte.
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