LESIONE DEI NERVI LARINGEI RICORRENTI IN TIROIDECTOMIA: PARALISI DELLE CORDE VOCALI, PERDITA DELLA VOCE, CRISI RESPIRATORIA E RISARCIMENTO DANNI

Contattaci senza impegno. Valuteremo se effettivamente sussiste una responsabilità medica

Lesione iatrogena dei nervi laringei ricorrenti in tiroidectomia: paralisi delle corde vocali, perdita della voce, crisi respiratoria e risarcimento danni

Entrare in sala operatoria per rimuovere la tiroide pensando di risolvere un problema di salute e risvegliarsi senza più la propria voce, o peggio, con la terribile sensazione di soffocare ad ogni respiro, è un trauma devastante. Molti pazienti si sentono dire dai medici che l’abbassamento di voce o la fatica a respirare sono “normali conseguenze” destinate a sparire da sole. Purtroppo, quando i mesi passano e i sintomi restano, dietro quel silenzio clinico si nasconde spesso un grave errore chirurgico: il taglio, lo stiramento o la bruciatura accidentale dei nervi che muovono le corde vocali.

In Breve: Cosa devi sapere subito

  • Non è sempre una sfortuna inevitabile: La lesione dei nervi laringei ricorrenti durante l’asportazione della tiroide (tiroidectomia) è nella maggior parte dei casi frutto di un errore tecnico del chirurgo, che non ha isolato o protetto correttamente il nervo.

  • L’obbligo delle moderne tecnologie: Oggi gli ospedali devono utilizzare il monitoraggio intraoperatorio dei nervi (NIM), uno strumento che avvisa il chirurgo con un segnale acustico se si sta avvicinando troppo al nervo. Non usarlo o ignorarlo aggrava la colpa medica.

  • Danni risarcibili elevatissimi: La perdita della voce (disfonia), la difficoltà a deglutire e la necessità di una tracheostomia per respirare danno diritto a un importante risarcimento per il danno alla salute, psicologico e lavorativo.

  • Tutela legale gratuita fino al risultato: Attraverso il Tribunale del Malato (www.tribunaledelmalato.org) puoi far accertare l’errore medico e ottenere il giusto risarcimento senza alcun anticipo di spesa, pagando i professionisti solo a risarcimento effettivamente incassato.

Cosa significa “lesione iatrogena” del nervo laringeo e perché accade

Una lesione iatrogena è, in parole molto semplici, un danno alla salute causato dall’azione stessa del medico durante un intervento o una terapia. Quando si opera la tiroide, il pericolo principale riguarda due filamenti nervosi sottilissimi che scorrono proprio dietro la ghiandola: i nervi laringei ricorrenti (uno a destra e uno a sinistra).

Questi due nervi funzionano come i “cavi elettrici” che portano il comando dal cervello alle corde vocali, permettendoci di parlare, respirare tenendo aperta la gola e deglutire senza che il cibo vada di traverso nei polmoni.

Durante una tiroidectomia (l’asportazione totale o parziale della tiroide), il chirurgo ha l’obbligo rigoroso di individuare visivamente questi nervi e metterli in sicurezza prima di tagliare o bruciare i tessuti circostanti. L’errore medico si verifica quando il chirurgo:

  • Taglia per errore il nervo scambiandolo per un piccolo vaso sanguigno.

  • Brucia il nervo utilizzando bisturi elettrici o a ultrasuoni troppo vicino alla struttura nervosa, lessandola con il calore.

  • Schiaccia o stira il nervo con le pinze chirurgiche o con punti di sutura messi alla cieca per fermare un’emorragia.

Immaginiamo il caso reale di una donna di 42 anni, insegnante di scuola primaria, operata per dei semplici noduli benigni alla tiroide. A causa della fretta dell’équipe e del mancato isolamento visivo del nervo destro, il chirurgo utilizza il bisturi a caldo a pochi millimetri dal nervo laringeo, bruciandolo in modo irreversibile. La paziente non potrà mai più alzare il tono della voce né parlare per più di dieci minuti consecutivi, vedendo distrutta sia la sua vita sociale che la sua carriera lavorativa.

Paralisi monolaterale e bilaterale: i sintomi da non sottovalutare

La gravità delle conseguenze dipende dal fatto che il chirurgo abbia danneggiato uno solo dei nervi (paralisi monolaterale) oppure entrambi i nervi contemporaneamente (paralisi bilaterale). La differenza tra le due condizioni cambia radicalmente la vita del paziente.

Nella paralisi monolaterale (un solo nervo lesionato), una corda vocale smette di muoversi mentre l’altra continua a funzionare. I sintomi immediati e permanenti sono:

  • Voce rauca, fioca o bitonale: La voce perde forza, diventa simile a un sussurro continuo e cambia timbro, rendendo impossibile farsi sentire in ambienti rumorosi o al telefono.

  • Stanchezza vocale estrema: Parlare richiede uno sforzo fisico enorme; a fine giornata il paziente avverte dolore al collo e mancanza di fiato.

  • Difficoltà a deglutire i liquidi (disfagia): Poiché le corde vocali non si chiudono più ermeticamente quando si beve, l’acqua finisce facilmente nella trachea, provocando continui e violenti attacchi di tosse e il rischio di polmoniti.

Nella paralisi bilaterale (entrambi i nervi danneggiati), si verifica invece una vera e propria emergenza medica. Spesso, entrambe le corde vocali restano bloccate in posizione chiusa (paralisi in adduzione), chiudendo il passaggio dell’aria verso i polmoni.

Appena sveglio dall’anestesia e tolti i tubi respiratori, il paziente va incontro a una crisi respiratoria acuta con senso di soffocamento e respiro rumoroso (stridore laringeo). Per salvargli la vita, i medici sono costretti a praticare d’urgenza una tracheostomia, cioè ad aprire un foro chirurgico alla base del collo per inserire una cannula da cui respirare, oppure a eseguire successivi interventi laser (cordectomia) per allargare lo spazio respiratorio, sacrificando però definitivamente la qualità della voce.

Quando la paralisi delle corde vocali dà diritto al risarcimento danni

Hai diritto al risarcimento danni ogni volta che l’ospedale non riesce a dimostrare che la lesione del nervo era assolutamente inevitabile nonostante l’uso di tutta la prudenza e la tecnica richiesta. Nella chirurgia tiroidea moderna, la lesione del nervo laringeo ricorrente (specialmente se bilaterale) è quasi sempre indice di colpa medica per imperizia o negligenza.

Le linee guida medico-scientifiche stabiliscono regole ferree che i chirurghi devono rispettare:

  • Obbligo di identificazione visiva: Il chirurgo non può operare “a intuizione”. Deve cercare, vedere e seguire il percorso del nervo prima di rimuovere la tiroide, scrivendolo chiaramente nel verbale operatorio.

  • Utilizzo del Neuromonitoraggio Intraoperatorio (NIM): Si tratta di una tecnologia ormai standard nei centri qualificati. Attraverso degli elettrodi sul tubo respiratorio, un macchinario controlla l’integrità del nervo durante tutto l’intervento. Se il chirurgo taglia il primo nervo e il macchinario segnala la perdita di segnale elettrico, il medico deve fermarsi e non toccare l’altro lato della tiroide, proprio per evitare il rischio di paralisi bilaterale e tracheostomia. Procedere comunque e danneggiare entrambi i nervi è un errore gravissimo e inescusabile.

  • Corretta gestione del sanguinamento: Se durante l’intervento c’è un’emorragia, il medico non deve mai pinzare o cauterizzare i tessuti alla cieca nel sangue, ma deve prima tamponare, pulire il campo visivo e poi chiudere il vaso sanguigno lontano dal nervo.

PERCHÉ RIVOLGERSI AL TRIBUNALE DEL MALATO: TUTELA A COSTO ZERO Affrontare un ospedale o una compagnia assicurativa non deve essere un privilegio per chi ha disponibilità economiche. Ecco le garanzie di www.tribunaledelmalato.org:

  • Zero Anticipi di Spesa: Il Tribunale del Malato difende e tutela i cittadini in tutta Italia senza alcun anticipo di spesa.

  • Nessun Acconto agli Avvocati: Gli avvocati convenzionati con il Tribunale del Malato non percepiscono alcunché a titolo di acconto o fondo spese iniziale.

  • Compenso Solo a Risultato Ottenuto: Il compenso per i professionisti è previsto solo quando e se viene effettivamente ottenuto il risarcimento del danno per il paziente o i suoi familiari.

Quali danni vengono pagati al paziente e ai familiari

Il risarcimento per la lesione dei nervi laringei non copre soltanto il danno fisico in sé, ma ripaga l’intero sconvolgimento della vita quotidiana, relazionale e professionale della vittima. Le voci di danno che vengono calcolate e liquidate comprendono:

  • Danno Biologico (Invalidità Permanente e Temporanea): È il risarcimento base per la lesione all’integrità fisica, calcolato in percentuale dai medici legali. Una paralisi monolaterale con perdita della voce o una paralisi bilaterale con insufficienza respiratoria e tracheostomia generano percentuali di invalidità molto elevate, a cui si sommano tutti i giorni di ricovero, convalescenza e logopedia.

  • Danno Morale e Psicologico: Ripaga la sofferenza interiore, l’angoscia di chi ha vissuto il terrore del soffocamento, la vergogna di non riuscire più a comunicare normalmente con gli altri o il disagio di vivere con una cannula tracheale nel collo, che spesso porta a stati di depressione e isolamento sociale.

  • Danno Esistenziale (Peggioramento della qualità della vita): Riguarda la rinuncia forzata alle proprie abitudini quotidiane: non poter più cantare, fare sport a causa del fiato corto, andare a cena fuori serenamente per la paura di soffocare bevendo, o leggere una favola ad alta voce ai propri figli o nipoti.

  • Danno Patrimoniale e Lavorativo: La voce è uno strumento di lavoro fondamentale. Se sei un insegnante, un avvocato, un operatore telefonico, un commerciante, un medico o un cantante, la perdita della voce riduce o azzera la tua capacità di guadagno. L’assicurazione dell’ospedale deve rimborsare sia tutte le spese mediche sostenute e future (cicli di logopedia, visite foniatriche, interventi correttivi alle corde vocali), sia i mancati guadagni presenti e futuri fino all’età della pensione.

Cosa fare concretamente se sospetti questo errore medico: Guida passo-passo

Se dopo un intervento alla tiroide tu o un tuo familiare avete subito una paralisi delle corde vocali, non fermatevi alle rassicurazioni verbali del reparto in cui siete stati operati. Seguite questi 4 passaggi fondamentali per tutelare i vostri diritti:

  1. Richiedi subito la Cartella Clinica Completa: Recati presso l’ufficio cartelle cliniche dell’ospedale o della clinica privata e chiedi copia integrale della documentazione del ricovero. Pretendi che ci sia il verbale operatorio dettagliato, il foglio di anestesia, il tracciato dell’eventuale neuromonitoraggio (NIM) e i moduli di consenso informato.

  2. Esegui una visita specialistica esterna (Laringoscopia a fibre ottiche): Non farti controllare solo dai medici dell’ospedale che ti ha operato. Prenota una visita presso un medico Otorinolaringoiatra o Foniatra di una struttura diversa, che tramite una fibrolaringoscopia documenterà in modo imparziale se una o entrambe le corde vocali sono immobili (fisse).

  3. Conserva ogni ricevuta e documento medico: Tieni da parte tutte le fatture per le sedute di logopedia, i farmaci, le visite private e i certificati di malattia inviati al datore di lavoro. Serviranno a ottenere il rimborso integrale fino all’ultimo centesimo.

  4. Affidati agli specialisti del Tribunale del Malato: Invia la documentazione a www.tribunaledelmalato.org. Un team composto da medici legali, chirurghi specialisti e avvocati esperti in malasanità esaminerà il verbale operatorio per individuare l’errore tecnico e avvierà la procedura di risarcimento contro la struttura sanitaria, senza farti spendere o anticipare un solo euro.

20 Domande Frequenti: Risposte Chiare per Difendere i Tuoi Diritti

1. Dopo quanti mesi la paralisi delle corde vocali diventa definitiva e irreversibile?

Dal punto di vista medico-legale, una paralisi cordale post-tiroidectomia viene considerata permanente e irreversibile quando non si risolve entro 6-12 mesi dall’intervento. Nei primi mesi si tenta sempre la riabilitazione con la logopedia e l’assunzione di integratori per i nervi (neurotrofici); tuttavia, se il nervo è stato reciso o gravemente bruciato dal chirurgo, la mobilità del nervo non tornerà mai e si può già procedere con la richiesta di risarcimento per danno permanente.

2. Il chirurgo dice che il nervo era intatto a fine intervento: com’è possibile che non abbia più voce?

Questa è la giustificazione più frequente, ma spesso nasconde un danno termico o da trazione. Il nervo può apparire “intero” all’occhio del chirurgo, ma essere stato “cotto” all’interno dal calore sprigionato dal bisturi elettrico usato troppo vicino, oppure tirato eccessivamente fino a spezzarne le fibre interne. Anche se non tagliato con le forbici, un nervo bruciato o stirato per imprudenza smette di funzionare e configura a tutti gli effetti una responsabilità medica risarcibile.

3. Cos’è il monitoraggio intraoperatorio dei nervi (NIM) e cosa succede se l’ospedale non lo ha usato?

Il NIM è un dispositivo salvavita che controlla elettricamente i nervi laringei durante l’operazione, suonando quando i ferri chirurgici rischiano di danneggiarli. Oggi è considerato uno standard di sicurezza essenziale, specialmente nei re-interventi, nei tumori o nei gozzi voluminosi. Se la struttura non ne era dotata o il chirurgo ha scelto di non usarlo causando la lesione, la difesa dell’ospedale diventa difficilissima perché non sono state adottate tutte le precauzioni tecnologiche disponibili per proteggere il paziente.

4. Mi hanno dovuto fare la tracheostomia dopo la tiroidectomia: è sempre colpa dei medici?

La necessità di una tracheostomia post-tiroidectomia deriva quasi sempre da una paralisi bilaterale dei nervi ricorrenti, cioè dal danneggiamento di entrambi i nervi (destro e sinistro) nella stessa seduta operatoria. Secondo la giurisprudenza e la letteratura medica, ledere entrambi i nervi in un intervento programmato (specialmente per patologie benigne come gozzo o ipertiroidismo) è un evento gravemente colposo, perché il chirurgo che ha avuto difficoltà sul primo lato avrebbe dovuto interrompere l’operazione prima di compromettere anche il secondo lato.

5. Sono stato operato per un semplice gozzo benigno e ho perso la voce: cambia qualcosa per il risarcimento?

Sì, cambia moltissimo a tuo favore. Quando si opera una patologia benigna (noduli non tumorali, gozzo semplice, morbo di Basedow), il nervo non è mai invaso da un tumore e i tessuti sono integri. In questi casi i giudici sono estremamente severi con i medici: un intervento eseguito per migliorare la salute non può trasformarsi in una menomazione grave come la perdita della voce o l’insufficienza respiratoria, rendendo l’ottenimento del risarcimento molto più solido e lineare.

6. Oltre ai nervi ricorrenti, cosa succede se viene lesionato il “nervo laringeo superiore”?

Il nervo laringeo superiore è un altro ramo nervoso vicino alla tiroide che regola la tensione delle corde vocali. La sua lesione non blocca il respiro, ma impedisce di modulare i toni acuti e di parlare a volume alto, causando un rapido affaticamento della voce. È un danno molto serio soprattutto per chi usa la voce per professione (cantanti, insegnanti, relatori) ed è pienamente risarcibile quando deriva da una legatura chirurgica dei vasi tiroidei superiori eseguita senza le dovute cautele.

7. Se con la logopedia o un intervento alle corde vocali la voce migliora un po’, perdo il diritto al risarcimento?

Assolutamente no. La logopedia serve solo a “compensare” il danno (insegnando alla corda vocale sana a muoversi di più per avvicinarsi a quella paralizzata), ma il nervo danneggiato resta morto e la corda vocale resta paralizzata. Anche gli interventi riparatori (come le iniezioni nelle corde vocali o la cordectomia laser) sono la prova stessa del danno subito. Verrai risarcito sia per la menomazione permanente che rimane, sia per tutta la sofferenza e le terapie che hai dovuto affrontare.

8. Ho sviluppato anche un ipoparatiroidismo cronico (devo prendere calcio e vitamina D a vita): va risarcito?

Certamente. Accanto ai nervi laringei si trovano le quattro ghiandole paratiroidi, che regolano il calcio nel sangue. Spesso, un intervento eseguito in modo aggressivo e impreciso causa contemporaneamente sia la lesione del nervo laringeo, sia l’asportazione o il danneggiamento involontario di tutte le paratiroidi. L’ipoparatiroidismo iatrogeno cronico (che provoca formicolii, crampi, tetania e obbliga ad assumere farmaci a vita) si somma al danno alle corde vocali, aumentando in modo considerevole l’importo totale del risarcimento.

9. Nel verbale operatorio c’è scritto che il nervo è stato “identificato e risparmiato”, ma la mia corda vocale è paralizzata: cosa significa?

Significa che c’è una palese contraddizione tra ciò che il chirurgo ha scritto e la realtà clinica dimostrata dalla visita otorinolaringoiatrica post-operatoria. Spesso nei verbali operatori vengono usate frasi preimpostate al computer (“copia e incolla”) che non riflettono ciò che è realmente accaduto in sala operatoria. Per i giudici, un verbale operatorio generico o smentito dai fatti (la paralisi immediata al risveglio) gioca totalmente a sfavore dell’ospedale e conferma la responsabilità dell’équipe.

10. La paralisi delle corde vocali mi ha fatto perdere il lavoro o cambiare mansione: come viene calcolato questo danno?

Questo danno prende il nome di danno patrimoniale da perdita della capacità lavorativa specifica. Se la tua professione richiedeva l’uso costante della voce o uno sforzo fisico (impossibile se hai ridotta capacità respiratoria da paralisi cordale) e sei stato licenziato, demansionato o costretto al prepensionamento, l’assicurazione dell’ospedale dovrà pagarti una somma pari alla differenza di stipendio persa ogni anno da oggi fino all’età pensionabile, oltre al danno biologico e morale.

11. Prima dell’operazione mi hanno fatto firmare il modulo del Consenso Informato dove c’era scritto “rischio lesione nervi”: posso chiedere comunque i danni?

Sì, puoi chiederli senza alcun dubbio. Questa è la più grande falsa credenza che frena i pazienti: firmare il consenso informato non autorizza mai il medico a sbagliare. Il modulo serve solo a informarti che l’intervento presenta dei rischi astratti, ma non è uno “scudo” che assolve il chirurgo se taglia o brucia il nervo per propria imprudenza o imperizia. Inoltre, se il modulo era generico e non personalizzato sul tuo caso specifico, hai diritto a un ulteriore risarcimento autonomo proprio per violazione del consenso informato.

12. Quanto tempo ho per chiedere il risarcimento danni prima che scada per prescrizione?

La legge italiana ti concede tempi molto ampi: hai 10 anni di tempo per agire contro la struttura sanitaria (sia essa un ospedale pubblico dell’ASL o una clinica privata/convenzionata) e 5 anni di tempo per agire direttamente contro il singolo medico. Un aspetto fondamentale è che i 10 anni non partono sempre dal giorno dell’operazione, ma dal momento in cui hai avuto la certezza medica che la paralisi è definitiva e riconducibile all’intervento chirurgico.

13. Come faccio a richiedere la cartella clinica in ospedale e quanto tempo hanno per consegnarmela?

Puoi richiederla di persona presso l’Ufficio Cartelle Cliniche della struttura, oppure comodamente tramite PEC o raccomandata, allegando copia del tuo documento d’identità. Per legge (Legge Gelli-Bianco n. 24/2017), l’ospedale ha l’obbligo di consegnarti la documentazione entro 7 giorni dalla richiesta (con una proroga massima fino a 30 giorni solo per integrazioni complesse). Ricorda di specificare sempre che richiedi copia integrale comprensiva di verbale operatorio e scheda anestesiologica.

14. Cosa succede se nella cartella clinica mancano dei fogli o il verbale operatorio è scritto in modo troppo sintetico?

Non preoccuparti: in tribunale la mancanza o l’incompletezza della cartella clinica danneggia l’ospedale e avvantaggia il paziente. La Corte di Cassazione stabilisce costantemente che la tenuta perfetta della cartella è un obbligo preciso dei medici; se il verbale operatorio non descrive passo dopo passo come sono stati cercati e protetti i nervi laringei, il giudice presume che quelle manovre di sicurezza non siano state fatte, condannando la struttura al risarcimento.

15. Come funziona concretamente la tutela “Zero Anticipi” del Tribunale del Malato?

Funziona in modo totalmente trasparente per garantire giustizia anche a chi non può permettersi cause costose. Rivolgendoti a www.tribunaledelmalato.org, né l’associazione né gli avvocati convenzionati ti chiederanno mai un euro di acconto, fondo spese o parcella durante tutto l’iter della pratica. I professionisti lavorano assumendosi il rischio del risultato e verranno retribuiti con una percentuale concordata esclusivamente a fine pratica, solo se e quando avrai incassato il tuo risarcimento.

16. Chi paga la valutazione iniziale per capire se nel mio caso c’è stato davvero un errore chirurgico?

Lo studio preliminare di fattibilità tramite il Tribunale del Malato (www.tribunaledelmalato.org) è completamente gratuito e senza impegno. Tu dovrai semplicemente inviare la documentazione medica in tuo possesso; i nostri specialisti analizzeranno il verbale dell’intervento alla tiroide e gli esami otorinolaringoiatrici successivi per dirti con estrema onestà se ci sono le basi solide per ottenere il risarcimento oppure se non conviene procedere.

17. Devo per forza affrontare un processo lungo dieci anni o si può chiudere tutto con un accordo?

La stragrande maggioranza dei casi di malasanità gestiti con competenza non arriva a una sentenza dopo anni di processo, ma si chiude molto prima con un accordo transattivo (stragiudiziale). La legge prevede una procedura rapida chiamata Accertamento Tecnico Preventivo (ATP): il giudice nomina subito un medico legale e un chirurgo imparziali che visitano il paziente entro pochi mesi; una volta che i periti del giudice confermano l’errore medico, l’ospedale e la sua assicurazione preferiscono pagare subito il risarcimento tramite accordo, chiudendo spesso la vicenda in 8-14 mesi.

18. Farò causa al singolo chirurgo o all’ospedale? Ho paura di ritorsioni se devo ancora curarmi lì.

È una paura comprensibile ma infondata. L’azione di risarcimento viene indirizzata direttamente contro l’Azienda Ospedaliera (ASL) o la Clinica Privata e la sua Compagnia di Assicurazione, non contro il patrimonio personale del chirurgo. Si tratta di una procedura civile e assicurativa gestita interamente dagli uffici legali dell’ente sanitario; nessuno nel reparto dove fai i controlli endocrinologici subirà attacchi personali e il tuo diritto alle cure rimarrà sempre intatto e protetto.

19. Se il paziente ha avuto una crisi respiratoria fatale dopo la tiroidectomia, i familiari possono chiedere il risarcimento?

Sì, purtroppo accade che una paralisi cordale bilaterale non riconosciuta in tempo o un’emorragia post-tiroidectomia nel collo provochino il decesso del paziente per asfissia. In questi casi tragici, il coniuge, i figli, i genitori e i fratelli hanno pieno diritto a ottenere il risarcimento per la perdita del rapporto parentale, una voce di danno altissima che tutela lo straziante dolore per la scomparsa improvvisa del proprio caro a causa di una negligenza ospedaliera.

20. Da dove comincio oggi stesso per far valutare il mio caso dal Tribunale del Malato?

Il primo passo è semplicissimo e non comporta alcun vincolo: collegati al sito ufficiale www.tribunaledelmalato.org e compila il modulo di contatto descrivendo brevemente cosa ti è successo dopo l’operazione alla tiroide. Verrai ricontattato rapidamente da un referente dedicato che ti spiegherà come inviare copia del verbale operatorio e delle visite vocali per attivare subito la valutazione medico-legale gratuita e senza alcun anticipo di spesa.

Non rassegnarti al silenzio: fai valere i tuoi diritti oggi stesso

Vivere senza la propria voce, faticare a respirare o temere di soffocare bevendo un bicchiere d’acqua non è il prezzo che dovevi pagare per curare la tua tiroide. Se un errore in sala operatoria ha spento la tua voce e cambiato per sempre le tue giornate, hai il pieno diritto di ottenere un risarcimento che ti restituisca dignità, sicurezza economica e le migliori cure riabilitative disponibili. Non lasciare che il tempo passi invano o che i dubbi economici ti blocchino: richiedi ora una valutazione gratuita e senza impegno sul sito ufficiale www.tribunaledelmalato.org. I nostri specialisti e gli avvocati convenzionati saranno al tuo fianco in tutta Italia senza chiederti alcun anticipo di spesa, lavorando al tuo caso con un unico obiettivo: ottenere il tuo risarcimento prima di percepire qualsiasi compenso.

Descrivi brevemente
il tuo caso

    Affidati a chi ha esperienza sul campo. Contatta ora il Tribunale del Malato senza impegno!

    Riceverai fin da subito un’assistenza altamente qualificata